Mi è stato segnalato proprio oggi questo articolo di geek.com, dove si parla di una particolare offerta per i dipendenti della catena Best Buy, che hanno la possibilità di seguire dei "corsi" che li aggiornano sulle ultime novità del mercato e, eventualmente, gli forniscono delle convenienti occasioni per i loro acquisti. Uno di questi è il “Microsoft ExpertZone training for Windows 7”, grazie al quale i suddetti dipendenti possono avere una copia del futuro Windows 7 per la risicata somma di 10$. Ottimo, no?
Be', ma non è tutto: parti del corso sono dedicate ad una "analisi comparativa" Linux-Windows. Facile immaginare quale possa essere il contenuto di questa analisi... leggiamoci per bene i "fatti"...
- Linux può richiedere molto tempo per la propria manutenzione. Per esempio, Ubuntu (una versione di Linux) può avere centinaia di aggiornamenti al mese. Ok, questo è proprio arrampicarsi sugli specchi. Anche Windows può richiedere molto tempo se si ha bisogno di configurarlo a dovere, qual è lo scandalo? Oltretutto, è una "possibilità", non un fatto. Gli aggiornamenti? Be', vediamo: non saprei Ubuntu, ma visto che è una derivata di Debian, e che Debian contiene 25113 pacchetti software (e questo è un fatto), immagino ne abbia altrettanti, se non di più. Mi sembra quindi normale che ci siano tanti aggiornamenti mensili... ovviamente, non tutti gli utenti dovranno subirli tutti. In più, comprendono tutto il software installato sul sistema (e non come in Windows, dove ogni software "esterno" va aggiornato a mano), sono automatici e correggono problemi di sicurezza o includono nuove funzionalità. Il difetto dov'è?
- Può non essere chiaro per gli utenti se gli aggiornamenti devono essere applicati immediatamente o sono opzionali. Falso, praticamente ogni distribuzione ha una sezione dedicata agli avvisi critici sulla sicurezza sul proprio sito, e/o newsletter apposite. Che volete di più, feed RSS/Atom? Mi sa che ci sono anche quelli...
 - Linux non supporta molte applicazioni di uso comune e servizi online come iTunes, Zune, Quicken, Photoshop, ed Office 2007. Questo è vero. Molte delle applicazioni di uso comune su Windows non girano in un ambiente GNU/Linux. È vero anche il contrario: molte applicazioni scritte unicamente per Linux non funzionano su Windows, ma nessuno ne fa una colpa di Windows... poiché non lo è, ma, al contrario, è una "colpa" di chi non sviluppa applicazioni cross-platform. Quindi non vedo perché se Microsoft sviluppa Zune e Office 2007 senza offrire supporto per sistemi GNU/Linux questa debba poi essere una colpa di chi distribuisce sistemi GNU/Linux... Bisognerebbe, anzi, prendere esempio da applicazioni come Firefox, Thunderbird e tutta la suite una volta inclusa in Mozilla, FileZilla, VIM, MySQL, PostgreSQL, VLC, OpenOffice.org, Inkscape, The GIMP (e mi fermo qui soltanto perché altrimenti dovrei riempire il mio blog...) che, fedeli alla mentalità "comunitaria", offrono supporto per un gran numero di piattaforme. Windows incluso, nessun razzismo.
- Windows funziona con più software e dispositivi hardware. Più software? Forse sì, per via di un maggiore supporto commerciale, ma la quantità non è indice di qualità in alcun caso. Non sento la mancanza di praticamente nessun software che sia disponibile unicamente su Windows dalla mia Linux-box. Più dispositivi hardware? Dove sono le prove di quest'affermazione? Tutt'al più, Windows ha un maggior numero di driver forniti dalle case produttrici, ma è una cosa "fisiologicamente imposta" dalle dinamiche di mercato. Senza bisogno di driver proprietari, Linux è il sistema operativo che "di default" supporta più hardware di tutti gli altri.
- [Usando Linux] non c'è alcuna garanzia sul fatto che, se sono scoperte delle vulnerabilità, un apposito aggiornamento verrà rilasciato. Gli utenti sono da soli. Davvero? Ditelo a quelli di Secunia. I fatti dimostrano il contrario: il ramo 2.6 di Linux ha il 5% di vulnerabilità non corrette (10 su 189, la più grave delle quali è marcata come “Less critical”), mentre Microsoft Windows XP Professional ne ha il 12% (30 su 253, la più grave delle quali è marcata come “Moderately critical”).
- Non c'è la possibilità di impostare dei “filtri famiglia”. Perché, in Windows dove sono? E comunque è falso. Gli OpenDNS con restrizioni sui contenuti, browser controllati e proxy come dansguardian sono già sufficienti, anche se le risorse non si esauriscono qui. È talmente falso che ci sono distribuzioni Linux dedicate allo scopo.
- Linux è una soluzione fai-da-te. Non sono forniti tutorial passo-passo, e la documentazione è limitata. Errato, le distribuzioni contengono tonnellate di istruzioni di ogni tipo, e in molteplici formati (dalla pagina di manuale al PDF). Senza contare i Wiki e i siti dedicati alle istruzioni su ogni tipo di configurazione, con tanto di forum pronti a dare supporto (si veda il nostro DebianClan, tanto per dirne uno).
- Dal momento che ci sono diversi “gusti” di Linux, non puoi impararne una versione ed essere sicuro di conoscerle tutte. Sbagliato, kernel e userland sono esattamente gli stessi per tutti. Possono esserci metodi specifici di una distribuzione di fare una certa cosa che non sono disponibili su tutte (ho già detto che sono specifici?), ma si basano tutti su metodi più generici di fare la stessa cosa che, ovviamente, funzionano ovunque, col solo difetto di essere un po' meno automatici di quelli “preconfezionati” (i quali sono creati apposta per semplificare la vita, appunto, altrimenti non avrebbero motivo di esistere).
Insomma, come al solito parliamo di aria fritta. Si propinano come "fatti" delle cose che provengono da opinioni soggettive (e che quindi fatti non sono) e come "miti" quelli che invece sono dei fatti abbastanza evidenti. Mi sa che la Microsoft senta un po' il fiato sul collo, anche visto l'insuccesso di quel mastodonte di Windows Vista...
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